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Le Regole Generali per la tecnica del Patchwork

data pubblicazione: 31/01/2009

Alcune regole fondamentali da seguire e apprendere prima di iniziare qualsiasi lavoro patchwork, per poter ottenere i migliori risultati.
Memorizzate queste semplici istruzioni, vi saranno in futuri preziose per non commettere errori e compromettere la buona riuscita del vostro lavoro.

Cura tessuti: i tessuti vanno lavati prima dell’utilizzo in acqua calda per osservare se perdono colore; se così fosse provare ad immergerli per un’ora in acqua fredda con l’aggiunta di aceto di vino bianco (la proporzione e’ di due parti d’acqua e una di aceto).  Sciacquare in acqua calda e se dovesse ancora perdere colore sostituirlo, potrebbe in seguito rovinare tutto il nostro lavoro. Stiriamo poi con cura, per eliminare ogni piega del lavaggio.

Taglio tessuto: per poter tagliare con precisione il tessuto raccomandiamo l'utilizzo del cutter a rotella, uno strumento prezioso che ci consentirà di applicare il metodo americano dello Strip-piecing, il sistema modulare che fonda le sue basi sull'utilizzo del tessuto in strisce . Nelle sezione Scuola troverete le sequenze fotografiche relative al taglio del tessuto, applicate alla realizzazione dei vari motivi patchwork; il video corso sarà invece utile per seguire le spiegazioni di queste istruzioni.

Il tessuto deve innanzitutto essere squadrato, operazione che si esegue sul tessuto piegato in 2 o 4 parti, cimosa contro cimosa.
Allineiamo il tessuto così piegato su una qualunque delle righe della tavoletta antitaglio e posizioniamo la squadra lungo il margine destro della stoffa, cercando di eliminarne la minor quantità possibile di tessuto.

Tagliamo sempre facendo ruotare la lama dal basso verso l’alto e mai in posizione seduta, non riusciremmo a far sufficiente pressione sulla squadra per ottenere un taglio preciso e netto.
Facciamo scorrere la mano sulla squadra verso l’alto, accompagnando il taglio del tessuto per evitare che la squadra stessa si sposti al passaggio della lama, un problema si presenta specialmente quando utilizziamo la squadra lunga.

Possiamo ora procedere al taglio delle strisce girando il lato squadrato del tessuto alla nostra sinistra, allineandolo nuovamente sulla nostra base di taglio. Misuriamo accuratamente e tagliamo.

Margini di cucitura: quando aggiungiamo il margine di cucitura dobbiamo verificare, se non lo sappiamo, quale piedino utilizziamo, perché e’ in base alla sua larghezza che possiamo aggiungere alle nostre misure cm. 1,2 nel caso del piedino patchwork che cuce a mm. 6 dal margine del tessuto (distanza tra il margine stesso e l’ago della nostra macchina per cucire) oppure a cm. 1,5 nel caso di un piedino normale che cuce a mm. 0,75 dal margine sopracitato.

Stiratura: stiriamo sempre con cura ogni volta che cuciamo un pezzo di stoffa ad un altro, pressando sulle cuciture senza cioè deformare il tessuto tirandolo.
Pieghiamo nella stiratura gli orli insieme verso la parte più scura del tessuto, in quanto i colori chiari tendono a far trasparire i margini di cucitura.
Non utilizziamo il vapore, in quanto esso deforma il tessuto.

Attenzione al verso che abbiamo dato alla stiratura perchè quando andiamo ad unire le varie sezioni o i vari blocchi gli orli devono essere opposti, cioè nei vari incroci devono essere piegati uno opposto all’altro, non dalla stessa parte, proprio per evitare accumuli di tessuto difficili poi da trapuntare.  Vedrete che col tempo il vostro top sarà perfetto anche sul rovescio, ben liscio e preciso.  Al momento dell’assemblaggio dei vari pezzi o dei vari blocchi, possiamo invertire il verso degli orli se essi non sono opposti, avendo cura poi di stirare nel nuovo verso.

Trapunto: per cucire o trapuntare a macchina solitamente si utilizza filo di cotone n°50 (possibilmente in tinta). Il trapunto si puo’ anche eseguire con il filo di nylon trasparente. indicato per macchine da cucire oppure con filo in tinta o coordinato; in commercio esistono oggi filati speciali, anche dai colori sorprendenti o sfumati in grado di rendere il trapunto un vero decoro.
Per trapuntare a mano esistono in commercio filati studiati appositamente per il quilting, il più indicato e’ di cotone leggermente cerato che scorre facilmente tra i tre strati del quilt.

Per disegnare i motivi da trapuntare, utilizziamo gli stencils da trapunto, mascherine in plastica con vari motivi classici del quilting, in commercio troviamo anche le matite per stoffa cancellabili in tutti i colori.
Penne e pennarelli indelebili per stoffa servono per datare e firmare il nostro quilt.

Aghi: gli aghi per la cucitura a macchina sono quelli per le normali cuciture (80/120), per trapuntare a macchina dobbiamo utilizzare aghi speciali chiamati “quilting needles” (130/705 h-q) della Schmetz, per trapuntare a mano utilizziamo aghi corti speciali per trapunto con misure dal n° 10 al n°12.
Consiglio l’utilizzo di spilli studiati appositamente per il patchwork, in quanto sono piu’ lunghi e sottili e passano sotto l’ago della macchina da cucire senza danno.

Invecchiamento: per invecchiare i tessuti, dobbiamo immergerli in una pentola dove abbiamo fatto bollire acqua con bustine di te’ (la proporzione e’ di 5/6 bustine di te’ ogni litro d’acqua). lasciamoli in ammollo per circa 30 minuti, dopodichè risciacquiamoli in acqua fredda.

Verso: nel patchwork non e’ di rilevanza fondamentale identificare la trama e l’ordito, proprio perchè utilizziamo per lo più strisce tagliate in drittofilo, allineando le cimose prima del taglio.
Nel caso dell’utilizzo di triangoli che ricaviamo sempre da quadrati, dobbiamo invece tenere sempre presente una regola che contribuirà a non far deformare il nostro quilt. il quadrato che serve per ricavare i triangoli per il lato (cioe’ la base del triangolo e’ un lato del quilt) deve essere tagliato in quattro parti sulle diagonali, il quadrato che serve per ricavare il triangolo per l’angolo deve essere tagliato in due.

Calcolo tessuto: calcolare il tessuto occorrente per la realizzazione di un nostro progetto non e’ molto semplice, ma possiamo avvicinarci approssimativamente al fabbisogno reale, arrotondando per eccesso il risultato che otteniamo.
Calcoliamo, diviso per ogni singolo tessuto, l’area di ogni sezione, la moltiplichiamo per il numero di sezioni comprese in quel singolo blocco e questo risultato lo moltiplichiamo per il numero dei blocchi che compongono il quilt. Ora conosciamo il metraggio occorrente per ogni singolo colore, dobbiamo pero’ trasformarlo nel numero di strisce occorrenti, della stessa larghezza della sezione che stiamo conteggiando e della lunghezza corrispondente all’altezza della stoffa. Nell’altezza verifichiamo sempre il numero di sezioni che riusciremo a tagliare per essere certe dei nostri calcoli.

Composizione quilt: un vero quilt e’ sempre composto da tre strati: il lato superiore chiamato top, uno strato centrale di imbottitura (che pu0’ essere sia di materiale sintetico, sia di cotone) chiamato batting e un taglio intero di stoffa generalmente in tinta unita e della stessa misura e consistenza del top chiamato backing.
Ricordate al momento dell’acquisto dei vari tessuti, di considerare sempre piu’ stoffa sia per l’imbottitura che per il retro del quilt, quest’ultimi verranno rifilati solo all’ultimo momento, quando avremo cucito il bordino di rifinitura.
E’ a questo punto che il nostro quilt sara’ considerato ultimato; infatti il bordino esterno chiato binding lo cuciremo al termine della trapuntatura .
Per calcolare la sua lunghezza dobbiamo misurare il perimetro esterno del quilt e ad esso aggiungere 16 cm. l’altezza della striscia deve essere di 6 cm.

Ultime raccomandazioni!
Verificate che la lama del vostro rotary cutter sia sempre ben affilata e non dimenticate mai di inserire la sicura di protezione e buon lavoro a tutte!!!.

Non dimenticate mai di aggiungere un errore al vostro lavoro (direte che non e’ necessario specificarlo), le antenate che ci hanno preceduto lo consideravano un segno di umilta’ e di saggezza, come se la ricerca della perfezione potesse venir considerata una sfida a Dio, proprio perche’ la perfezione non e’ di questo mondo terreno.
 

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